Minacce al ministro Nordio, solidarietà bipartisan. Meloni: Richiamo ad anni più bui del terrorismo è un fatto che va condannato con la massima fermezza»
Un freno alle tensioni elettorali, definite «per la verità piuttosto intempestive». Poi l’invito al «reciproco rispetto», «senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente». Questo il messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto al mondo della politica durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale. Mattarella ha poi voluto richiamare anche «il doveroso, indispensabile contrasto alla violenza». «Non è accettabile che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie all’interno della società, sia giustificabile il ricorso a forme di violenza, che aggrediscono le libere volontà democratiche del popolo italiano espresse attraverso le istituzioni previste dalla Costituzione». In questo senso, ha quindi ricordato, «quanto avvenuto sabato in Val di Susa è inammissibile». Tuttavia, le cronache hanno registrato anche oggi un episodio di violenza politica: minacce rivolte al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, comparse su un muro a Roma. «Nordio ti metto dentro una R4», la scritta su cui stanno indagando i carabinieri, accompagnata dalla sigla BR. Un gesto che ha indotto le forze politiche a esprimere solidarietà bipartisan. Così come messaggi di vicinanza sono giunti a Nordio dagli esponenti di governo, da Piantedosi a Salvini e Tajani. «Esprimo la mia piena solidarietà al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, destinatario di una gravissima e inaccettabile intimidazione. Il richiamo agli anni più bui del terrorismo e alle Brigate Rosse è un fatto che va condannato con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità», ha dichiarato via social il premier Giorgia Meloni.