Ieri la presentazione con il nuovo direttore tecnico Claudio Ranieri. Debutto in Nations League il 25 settembre a Roma contro il Belgio

L’ammissione di aver sbagliato ad accettare l’Arabia, lasciando la panchina azzurra. E poi l’ambizione di «di costruire una squadra bella e vincente da convincere i tifosi a innamorarsi di nuovo della Nazionale», «così magari perdonano anche me». Il nuovo corso azzurro di Roberto Mancini riparte da qui. La conferenza stampa di ieri, insieme al presidente della FIGC Giovanni Malagò e al nuovo direttore tecnico Claudio Ranieri, è servita per rilanciare il progetto Nazionale, naufragato dopo l’ennesima delusione per la mancata qualificazione al Mondiale. E in parte per chiarire alcune questioni fin qui rimaste irrisolte, nonostante il campionato europeo vinto nel 2021. «Anticipo una cosa io riguardo alla mia vicenda di tre anni fa. Allora ci fu una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina. Se ci fossimo parlati sarebbe cambiato tutto. È andata così, sono molto dispiaciuto», ha voluto ricordare Mancini. «Il destino – ha poi aggiunto al riguardo – mi ha dato un’altra opportunità grazie al presidente Malagò e ora sono qui per riscattarmi e riportare l’Italia dove merita». Quanto al dt Ranieri, quest’ultimo ha definito l’incarico il «coronamento di una carriera». «Il mio obiettivo – le sue parole ieri in conferenza stampa – è far innamorare tutti i tifosi della maglia azzurra e di realizzare il sogno di tutti quei bambini e ragazzi, come mio nipote di 12 anni, che non hanno mai visto l’Italia al Mondiale». Il debutto di Mancini da ct sarà in Nations League il 25 settembre all’Olimpico di Roma contro il Belgio.