Cinque in carcere e due ai domiciliari
Associazione per delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, permanenza illegale sul territorio dello Stato e autoriciclaggio. Sono queste le accuse formulate, a vario titolo, a carico di sette persone arrestate nella giornata di martedì a Milano, cinque delle quali portate in carcere e due ristrette agli arresti domiciliari. Secondo quanto scoperto dalle investigazioni, il gruppo criminale, composto da italiani e marocchini, gestiva una rete di centri benessere e case private dietro cui si nascondeva un’attività abituale di prostituzione svolta soprattutto da donne straniere. I compiti erano distinti: alcuni finanziavano la struttura e cercavano i locali, altri preparavano le assunzioni fittizie e riscuotevano le quote, mentre altri pubblicizzavano gli incontri online e fissavano gli appuntamenti. In particolare, gli indagati favorivano l’ingresso in Italia con finti contratti di lavoro, garantendo poi la permanenza sul territorio nazionale delle cittadine straniere. Nel corso del blitz sono stati sequestrati beni mobili e immobili per 350 mila euro, quale profitto del reato di autoriciclaggio, oltre a cinque immobili a Milano, utilizzati come centro per lo sfruttamento della prostituzione e strumentali alla commissione dei reati.