Distanze Malagò-Maldini sul caso. L’allenatore su Instagram: «Collaborazione oggetto delle recenti polemiche di natura esclusivamente commerciale e sportiva» 

Andrea Pirlo non sarà il commissario tecnico della Nazionale di calcio. Una decisione che è giunta – direttamente dal presidente della FIGC, Giovanni Malagò, come riferiscono le cronache di queste ore convulse – a seguito di giorni di riflessioni e studio sul “caso Russia” legato all’ex allenatore della Juventus, il quale ha un contratto di sponsorizzazione con Fonbet, società di scommesse sportive russa. A dare per primo la notizia del mancato accordo – il nome di Pirlo è cominciato a circolare dopo il no alla panchina azzurra di Pep Guardiola – lo stesso campione del mondo nel 2006, su Instagram: «Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche – ha quindi spiegato – nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono». La situazione potrebbe ora però complicare i piani della FIGC, non solo dal lato della guida tecnica della Nazionale. Potrebbero infatti lasciare i propri incarichi, a poche settimane dall’avvio del nuovo corso, il dt Paolo Maldini e l’advisor Leonardo, i quali avevano sostenuto la “candidatura” di Pirlo a ct. Da parte sua, intercettato dai giornalisti fuori dalla sede della FIGC, Malagò ha assicurato di essere al lavoro sul dossier e che a breve verrà nominato il tecnico che siederà sulla panchina azzurra.