Cambiano le regole sulla performance e sugli avanzamenti di carriera

Il 19 luglio scorso è entrata in vigore la legge 119 del 2 luglio, contenente disposizioni in materia di valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni e di sviluppo della carriera. Il disegno di legge, collegato alla Legge di bilancio, è stato presentato dal ministro per la pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. Il provvedimento apporta delle modifiche rilevanti al decreto legislativo 150/2009, relativo, appunto, alla valutazione dei risultati nel pubblico impiego, e all’altro decreto legislativo, il numero 150/2001, che riguarda l’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. L’articolo 1 della legge 119/2026 interviene sul primo dei due decreti legislativi, il 150/2009, ridefinendo i contorni del sistema di valutazione delle performance individuale. Nello specifico, la valutazione poggia su alcuni pilastri: valorizzazione delle capacità manageriali dei dirigenti; promozione della formazione, iniziale, continua e mirata; superamento della valutazione gerarchica e unidirezionale, anche attraverso la progressiva partecipazione di più soggetti interni ed esterni all’amministrazione. Con riferimenti ai soggetti esterni, la partecipazione di soggetti esterni ai processi di valutazione dovrà essere graduale, tenendo conto della dimensione dell’amministrazione e del grado di complessità organizzativa, secondo delle linee guida che saranno definite dal ministro della pubblica amministrazione.