Ddl sicurezza: nuova stretta sulle baby-gang. Il provvedimento non sarà immediatamente operativo, ma andrà approvato dal Parlamento
Il Governo ha varato una nuova norma contro la criminalità minorile e cambiato le regole sull’imputabilità dei ragazzi dai 14 ai 18 anni. Le opposizioni, adesso, insorgono perché per loro – neanche a dirlo – si tratta di una «scelta pericolosa», mentre la scelta del governo Meloni va a vantaggio di quei ragazzi, italiani e immigrati di seconda generazione, che vivono seguendo le regole.
Ieri, in una riunione del Consiglio dei Ministri, durata circa 20 minuti, è stato approvato il disegno di legge in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile. Che cosa è cambiato? Molte cose. Ad esempio che il giudice doveva accertare caso per caso se il minorenne fosse capace di intendere e di volere, mentre adesso «viene invertito l’onere della prova». Non solo. Vi è «l’introduzione di una nuova ipotesi di avviso orale da parte del Questore con il quale si dispone altresì il divieto di aggregazione in occasione di “movide” o circostanze simili che danno luogo a situazioni che costituiscono una grave minaccia per l’ordine alla sicurezza pubblica» e, «nello stesso ambito di intervento, viene estesa anche ai minorenni la disciplina del cosiddetto “fermo di prevenzione”»; «la procedibilità d’ufficio del reato di lesioni personali nei confronti di ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni», ha spiegato il ministro dell’Interno Piantedosi in conferenza stampa. Con il nuovo ddl sicurezza «viene introdotta una modifica al codice penale in materia di danneggiamento, perché viene esteso a questo reato la possibilità di arresto differito in flagranza e arresto differito come arresto facoltativo se compiuto da cinque o più persone».