L’esercito statunitense ha condotto la tredicesima notte consecutiva di attacchi contro l’Iran, ma crescono i timori di un’ulteriore escalation. Da un lato, Teheran – tramite il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, il quale ha parlato in questi termini dal Kirghizistan – ha sostenuto che «qualsiasi partecipazione, cooperazione o assistenza nel compimento di un’aggressione contro l’Iran comporterà una responsabilità internazionale per le parti coinvolte» (dopo i raid Usa sono seguiti in risposta attacchi iraniani in alcuni paesi della regione), dall’altro il presidente americano Donald Trump ha riferito ad Axios che starebbe valutando la possibilità di riprendere operazioni militari su larga scala. Intanto, non è esclusa nelle prossime ore un’operazione dell’Idf in Cisgiordania dopo una sparatoria avvenuta questa mattina contro un gruppo di israeliani che si trovavano nei pressi del villaggio palestinese di Tell, provocando alcune vittime (quattro palestinesi e un israeliano). «I soldati delle Forze di Difesa Israeliane si stanno preparando per un’ampia attività operativa antiterrorismo nel settore. Di conseguenza, i permessi dei soldati in tutto il settore sono stati posticipati e sono stati dispiegati rinforzi di truppe», ha affermato l’esercito, citato dai media israeliani. «Risponderemo con la forza contro i terroristi e coloro che li mandano e non permetteremo al terrorismo di alzare la testa in Giudea e Samaria», ha invece dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo quanto riportato dalla stampa internazionale.