Così il ministro dell’Interno, ospite a L’Aria che tira su La7. «È stata convocata una piazza in maniera quantomeno inconsapevole»
Non si placano le polemiche dopo i fatti di Bologna. «È stata convocata una piazza in maniera quantomeno inconsapevole. Un sindaco che convoca una piazza e sottovaluta cosa sarebbe potuto accadere ha un suo elemento di gravità». A dirlo è stato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, oggi ospite a L’Aria che tira su La7. «Non dico che il sindaco debba chiedere scusa, ma prendere atto e fare una valutazione visto che sono stati aggrediti poliziotti e sfasciati elementi di arredo della città», ha proseguito nel suo ragionamento. Quanto alla morte di Abderrahim Fakir, ha osservato il ministro dell’Interno, «quando una persona muore nelle mani dello Stato, di rappresentanti delle istituzioni, è sempre una cosa che addolora moltissimo», ma – ha aggiunto – «che questo si debba tradurre in un atto di sfiducia e si convoca una piazza per chiedere verità e giustizia credo sia una cosa sbagliata». Interrogato sull’ipotesi di Salvini al Viminale, Piantedosi ha risposto che nell’eventualità «io sarò la prima persona che ne potrà essere contenta perché ho avuto il privilegio di lavorare con lui quell’anno, quindi so quali sono le potenzialità positive di Salvini come ministro dell’Interno». Ma a ogni modo non si tratta, al momento, di una questione di stretta attualità. «Rimango al Viminale e mi sembra che Salvini stesso abbia detto in queste ore che per il prossimo anno lo vedremo al ministero dei Trasporti». In caso se ne riparlerà «in futuro» se le condizioni dovessero determinarsi in questo senso, «sempre con un governo di centrodestra, perché vincerà le elezioni».