Il dibattito nella maggioranza: l’obiettivo è assicurare la stabilità e «di governare senza inciuci o maggioranze arcobaleno»

Non solo crisi internazionali o fatti di cronaca. Tra le vicende che nelle ultime settimane stanno “infiammando” la politica italiana, c’è anche la legge elettorale, che ora proseguirà il suo iter in Senato. Nell’intervista al Giornale di Ieri, il premier Giorgia Meloni ha ribadito di non aver cambiato idea sulle preferenze dopo il recente inciampo alla Camera, sottolineando l’importanza di assicurare stabilità e «di governare senza inciuci o maggioranze arcobaleno». Sul tema, oggi, è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «Il testo – ha affermato in un colloquio con Rtl 102.5 – che è già stato approvato dalla Camera è un testo che punta alla stabilità di governo e avere chiaramente una maggioranza in grado di governare perché la stabilità, questo è l’obiettivo principale che ha la riforma della legge elettorale, garantisce gli investitori stranieri, garantisce le imprese italiane che vogliono investire e possono pianificare le loro azioni e questo significa favorire la crescita, favorire il benessere, favorire l’economia» e «poi dà anche credibilità a livello internazionale». Quanto al tema delle preferenze, ha osservato infine Tajani, «ci saranno degli emendamenti, li valuteremo, ne parleremo e i gruppi decideranno in piena libertà sul da farsi. Forza Italia è un partito che è corretto, che ha mantenuto sempre i propri impegni, se ci sono stati franchi tiratori ci sono stati in tutti i partiti». Sempre ieri, stavolta parlando con Sky TG24, l’altro vicepremier, Matteo Salvini, aveva dichiarato che «alla Lega va bene il concetto di preferenza e di premio di maggioranza. L’unico vincolo che chiediamo è che il voto degli italiani valga e che la legge consenta a chi vince le elezioni anche con un voto in più di governare per cinque anni».