Associazione di tipo mafioso, estorsioni, intimidazioni, danneggiamento, porto e detenzione illegale di armi da sparo e traffico di sostanze stupefacenti. Sono queste le accuse di cui devono rispondere, a vario titolo, le dodici persone raggiunte questa mattina da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Ad eseguire il blitz che ha portato agli arresti sono stati i Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, con il supporto dei militari dei Comandi Provinciali di Palermo, Enna, Agrigento, Caltanissetta e Messina, dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sicilia”, del 12° Reggimento Sicilia, del 9° Nucleo Elicotteri di Palermo e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Palermo. Le indagini, svolte tra il dicembre 2022 e il febbraio 2024, hanno consentito, spiegano i carabinieri, «di ricostruire l’operatività dell’organizzazione mafiosa cosa nostra operante sul territorio di Petrosino e come il gruppo criminale attraverso metodi tipicamente mafiosi esercitasse il controllo del territorio con la forza dell’intimidazione e garantisse il sostentamento economico del sodalizio attraverso illecite attività criminali». Cinque le persone arrestate in flagranza durante le investigazioni.