I risultati di una revisione sistematica su 17 studi dimostra che un comportamento compensatorio diffuso è improbabile
Le sigarette con circa il 95% in meno di nicotina non spingono i fumatori a consumarne di più. Lo rivela revisione sistematica coordinata dalla Wake Forest University School of Medicine. Pubblicata su Jama Network Open, la revisione ha passato in rassegna 17 studi clinici randomizzati condotti nel periodo compreso tra il 2010 e il 2024 su oltre 5.500 adolescenti e adulti fumatori. «I nostri risultati suggeriscono che un comportamento compensatorio diffuso è improbabile se verrà introdotto uno standard nazionale sulle sigarette a basso contenuto di nicotina», osserva Rachel Denlinger-Apte, della Wake Forest University School of Medicine, prima autrice dello studio. Negli States, dove, secondo i dati più recenti dei Centers for Disease Control and Prevention, i fumatori sono circa 26-28 milioni, la Food and Drug Administration (FDA) sta infatti valutando uno standard che porterebbe la nicotina presente nelle sigarette e in altri prodotti del tabacco combustibile a livelli minimi o non in grado di creare dipendenza. «La preoccupazione era che le persone fumassero più sigarette o inalassero più profondamente per ottenere la nicotina abituale. Attraverso 17 studi clinici abbiamo trovato prove minime che questo accada», ha concluso.