La nazionale spagnola, al suo secondo titolo mondiale, ha battuto in finale l’Argentina. Decisiva la rete di Ferran Torres nei tempi supplementari

La Spagna è campione del mondo. La nazionale iberica, al suo secondo titolo mondiale, dopo quello conquistato nel 2010, ha vinto la finale, battendo l’Argentina al termine di una partita conclusa ai tempi supplementari. Decisivo il gol di Ferran Torres, al minuto 106. È stata una partita a senso unico: nei primi novanta minuti la Spagna ha macinato gioco, creando diverse occasioni per passare in vantaggio, a differenza degli avversari che non hanno mai tirato verso la porta avversaria (zero tentativi: record negativo in una finale). Nei minuti di recupero, l’episodio che probabilmente ha contribuito ad indirizzare la sfida: Enzo Fernandez viene espulso per doppia ammonizione e lascia i suoi in dieci. Durante i supplementari il canovaccio non cambia – la Spagna attacca, l’Argentina si difende come può – fino al gol di Ferran. In svantaggio la nazionale guidata da Lionel Scaloni prova a riversarsi nella metà campo avversaria, ma le manovre sono confusionarie e per questo infruttuose. Finisce con la Spagna in festa, meritatamente. «Credo che la gara si sarebbe potuta decidere molto prima; le parate di Dibu ci hanno impedito di vincere o di passare in vantaggio prima. Ma è una finale mondiale e bisogna soffrire, anche contro dieci uomini; noi eravamo pronti a tutto», è stato il commento del commissario tecnico degli spagnoli, Luis de la Fuente, a margine della sfida. «Continuerò fino a dicembre: porterò a termine il contratto e poi deciderò. Dopodiché, parlerò con il presidente Claudio Tapia. L’idea è di rilassarmi e prendermi una pausa. Questo è un posto spettacolare, da sogno: qualsiasi argentino vorrebbe essere qui. È stato un piacere e un onore essere qui. Non avrei mai nemmeno sognato una cosa del genere», ha detto invece il collega argentino, Lionel Scaloni.