di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

È inaccettabile l’elenco di gravi incidenti che, nel breve volgere di alcuni giorni, sono accaduti in Italia. Ieri hanno perso la vita due lavoratori, rispettivamente nel Trevigiano e nel Leccese. Oggi è deceduto all’ospedale Maggiore di Bologna un 38enne, di origine pachistana, caduto da un’altezza di circa otto metri, mentre lavorava sul tetto di una ditta. Per comprendere gli effetti nefasti della mancanza di una adeguata sicurezza, bisogna ampliare lo sguardo e occuparsi di quei casi in cui a morire o a ferirsi non sono dei lavoratori, ma dei comuni cittadini per i quali è certamente stato fatale un lavoro, un’attività non portata a termine con scrupolo e secondo tutti i criteri più stringenti che rendono sicuri contesti e luoghi non deputati direttamente al lavoro. Con enorme tristezza e sentimenti di profondo cordoglio per i familiari, penso alla bimba rimasta intrappolata ieri pomeriggio sott’acqua a causa dei capelli aspirati nel bocchettone di una piscina a Sestri Levante; arrivata in gravissime condizioni in ospedale, è purtroppo deceduta. Non meno atroce il caso di un quindicenne rimasto folgorato all’interno di un luna park, ieri sera, e morto dopo poche ore in ospedale. Mentre a Pontremoli due giovani, di 17 e 19 anni, sono stati ricoverati in codice giallo all’ospedale Apuane di Massa dopo aver riportato ustioni da folgorazione. A quanto pare e, ovviamente, per motivi diversi, sia le piscine sia, come ben tragicamente sappiamo, gli impianti elettrici in generale sono “luoghi” ad alto rischio e richiedono molta attenzione, nei comportamenti di chi li frequenta, ma soprattutto in termini di verifiche puntuali e quindi nelle attività di chi fa manutenzione. Non per spargere terrore, ma per una maggiore consapevolezza di tutti bisogna sapere che i contesti pubblici e ricreativi richiedono la stessa attenzione che si presuppone in una fabbrica o in un cantiere.
Qui veniamo alla battaglia di tutte le battaglie che per l’UGL è sempre stata, prima di tutto, un’educazione alla sicurezza, quindi una cultura della sicurezza, che deve necessariamente essere praticata già a partire dalla scuola primaria.
Come sindacato, ma prima ancora come cittadini, come genitori non possiamo continuare a piangere tante morti sul lavoro e, ancora peggio, vittime in situazioni che dovrebbero essere ricreative e di gioco. Tutti gli incidenti, mortali o meno che siano, rappresentano l’ennesima sconfitta per la nostra società: non smetteremo mai di chiedere il potenziamento dei controlli, a partire dai settori più esposti al rischio infortuni e, al contempo, di destinare maggiori risorse alla formazione al fine di evitare il ripetersi di simili tragedie.
A nome dell’UGL, esprimo non soltanto il mio più profondo cordoglio a familiari e colleghi di coloro che hanno perso la vita o sono rimasti feriti, ma soprattutto prometto l’impegno costante e assillante della nostra Confederazione nella battaglia contro l’insicurezza di qualsiasi luogo e, in primis, di lavoro.