Il caso Roggero che divide ma soprattutto suscita solidarietà tra la gente comune
Non si tratta di Far West. Se al Quirinale non è piaciuta l’iniziativa annunciata dal Guardasigilli, che già aveva avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia, alla sensibilità della maggior parte degli italiani risulta piuttosto indigesta sia la conferma da parte della Cassazione – quindi in via definitiva – della condanna del gioielliere Mario Roggero (72 anni) alla pena di 14 anni e 9 mesi per aver sparato e ucciso due rapinatori e ferito un terzo davanti al suo negozio sia il relativo risarcimento dovuto alle rispettive famiglie dei rapinatori. Ad essere davvero insopportabile, è la circostanza che la vera vittima di tutta la storia, cioè il gioielliere, debba corrispondere un risarcimento ai familiari di due malviventi che non sono riusciti a portare a termine il loro intento. La quantificazione precisa dell’ammontare complessivo è di competenza di un separato giudizio civile, ma le sentenze di merito hanno già stabilito il versamento di provvisionali immediatamente esecutive: una provvisionale totale di 780mila di euro, per i singoli familiari (costituiti parte civile) dai 10mila ai 60mila euro. Poiché Roggero ne ha già versate 300mila in sede di udienza, ne restano ancora 480mila. Il dispositivo prevede altre cifre da versare per le spese legali sostenute dalle parti civili di ulteriori 20mila euro.
È chiaro a tutti che non ci si può fare giustizia da soli (secondo l’accusa i colpi sono stati esplosi quando il pericolo era cessato, poiché i rapinatori erano in fuga, mentre il gioielliere ha sempre dichiarato di aver agito per difendere la sua famiglia), ma solidarizzare con Roggero e chiederne la grazia non equivale a credere nella legge del Far West, come strumentalmente le opposizioni parlamentari stanno cercando di rubricare il caso per farne un’ulteriore battaglia politica e “di civiltà” contro il governo e per approfittare della (presunta) spaccatura che nell’opinione pubblica e nella società ha generato il caso. Come se non si volesse capire che Roggero ha subito a un trauma e in base a quel trauma ha reagito, probabilmente male, ma non fino al punto da dover diventare da vittima a carnefice.
La realtà è più semplice. Come spiegato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo DDL Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali».