di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Molte luci e qualche ombra sono inevitabili all’interno di un dossier, quale è il Rapporto Invalsi 2026, che contiene risultati di assoluta importanza e altri, sicuramente, che richiederanno ulteriori interventi e correzioni. L’UGL pone, da sempre, una grande attenzione al mondo della Scuola sia come veicolo di cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro sia come vivaio delle migliori speranze per la nostra Nazione. È fondamentale che la scuola superiore possa contare su un personale e, quindi, su professori specializzati in orientamento, formati cioè a comprendere e elaborare le notizie sul mercato del lavoro per consegnarle e consigliarle ai nostri giovani affinché essi possano concretamente conquistarsi un futuro migliore.
Di straordinaria importanza, è, a mio avviso, il fatto che nel 2025 il tasso di abbandono precoce si è attestato all’8,2% e, secondo le stime Invalsi, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026, confermando, così, in anticipo, il superamento del traguardo del 9% fissato dall’Unione Europea per il 2030. Sono stati oltre 520 mila i ragazzi recuperati dal 2022 ad oggi, un numero a dir poco ragguardevole. Meno, anzi molto meno, positivo il fatto che in provincia di Prato, in alcune scuole, il 70% di studenti cinesi non frequenta. Cresce il numero delle allieve e degli allievi che conseguono risultati elevati passando dal 12,3% del 2025 al 13,1% del 2026.
Da segnalare anche che quest’anno le prove, svolte regolarmente su tutto il territorio nazionale, hanno coinvolto circa 11.400 scuole per un totale di oltre 800.000 alunne e alunni della scuola primaria (classe II e classe V), circa 520.000 allieve e allievi della scuola secondaria di primo grado (classe III) e oltre 1 milione di studenti e studentesse della scuola secondaria di secondo grado (classe II e ultimo anno). Le percentuali di partecipazione sono state prossime al raggiungimento dell’intera la popolazione studentesca coinvolta.
Altrettanto importate è che gli studenti italiani abbiano dimostrato di avere un buon livello di conoscenza dell’inglese e delle competenze digitali, al punto da riprendere la crescita osservata negli anni passati: il 63% raggiunge il livello obiettivo B2/B1+ in Reading e il 48% in Listening. Luci e ombre, invece, si stagliano sul Mezzogiorno che, a quanto pare, vede Campania, Basilicata e Calabria quali Regioni che si giovano maggiormente degli interventi previsti da Agenda Sud, mentre Sardegna e la Sicilia mettono in luce difficoltà. Così come va assolutamente corretto il dato, preoccupante, che vede peggiorare la preparazione in matematica dei bambini delle scuole primarie, tanto che la quota di bambine e bambini, che raggiungono almeno il livello base, diminuisce di circa il 3% nei due gradi osservati e, purtroppo, rispetto al 2019 si conferma un calo nei risultati medi di circa l’8-10%.
Dunque, occorre proseguire sulla strada già tracciata e aggiungere qualcosa di nuovo, di più significativo, perché sono necessarie già a quell’età scelte consapevoli, che li porteranno a un incontro tra domande e offerte di lavoro e a sconfiggere il male di questo tempo: il mismatch tra domanda e offerta di lavoro.
Aiutiamo il futuro a farsi largo!