Camera, la legge elettorale passa con 217 voti
Ribattezzata “Stabilicum”, oggi, giovedì 16 luglio, l’Aula della Camera ha approvato, a scrutinio segreto, la proposta di legge per la riforma elettorale con 217 voti favorevoli e 152 contrari (due gli astenuti). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. Nel provvedimento, basato sul sistema proporzionale, c’è un premio di maggioranza per la coalizione o la lista, che supera il 42% dei consensi corrispondente a 70 seggi aggiuntivi alla Camera e a 35 al Senato, fino a un tetto di 220 deputati e 113 senatori. In caso di mancato raggiungimento di tale soglia, i seggi verranno assegnati in misura proporzionale ai consensi incassati. Nella scheda elettorale verrà indicato il candidato premier e non figureranno le preferenze: l’elettore, quindi, sceglierà la lista nel suo complesso.
La questione delle preferenze è stata, da quando il testo è stato portato alla Camera, al centro di un accesso dibattito in Aula, portando la maggioranza di governo ad attraversare importanti difficoltà, poi superate: è stato bocciato, a voto segreto, e per un solo voto l’emendamento proposto da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Unione di Centro (UDC) che avrebbe introdotto le preferenze e che puntava a inserire la possibilità di indicare tre candidati in una lista di sei nominativi (sette in totale, con capolista bloccato). Tra le modifiche approvate, invece, c’è quella che consente il voto ai fuorisede.
Nonostante lo scrutinio segreto, i partiti di centrodestra hanno annunciato il voto favorevole, mentre i partiti di centrosinistra e Futuro Nazionale hanno annunciato il voto contrario. Il tema delle preferenze potrebbe, comunque, tornare in campo in seconda lettura a Palazzo Madama e, qualora il Senato dovesse modificare il provvedimento, il testo tornerebbe alla Camera, che dovrebbe esaminare le modifiche e votarlo nuovamente.