Decisivi i gol di Oyarzabal – a segno su calcio di rigore al ventiduesimo minuto – e di Pedro Porro, nella ripresa (58’)
La Spagna è la prima finalista del Mondiale di calcio. La nazionale iberica ha eliminato ieri la Francia, vincendo lo scontro per due reti a zero. Decisivi i gol di Oyarzabal – a segno su calcio di rigore al ventiduesimo minuto – e di Pedro Porro, nella ripresa (58’). I transalpini, che non avevano subito neanche una rete dall’inizio del torneo, non sono riusciti a reagire con il super attacco, reso inoffensivo dalla fase difensiva avversaria. «Una delle Nazionali migliori si è inchinata alla migliore squadra del mondo», è stato il commento del commissario tecnico degli spagnoli, Luis de la Fuente, a margine del match. In finale a distanza di 16 anni dall’ultima volta, alla Spagna, adesso, non rimane che attendere il nome della sua avversaria che uscirà dalla sfida di questa sera tra Inghilterra e Argentina. Fischio di inizio fissato alle 21, ora italiana. Il commissario tecnico degli inglesi, Thomas Tuchel, ha recuperato Rice e O’Reilly, mentre il collega argentino, Lionel Scaloni, può contare su Romero e Paredes. L’undici titolare argentino potrebbe subire qualche modifica rispetto alla formazione schierata dal primo minuto nei quarti contro l’Egitto: De Paul potrebbe partire dalla panchina. Inghilterra-Argentina è una partita particolare, segnata da precedenti storici calcistici – iconica la sfida di Messico ‘86, vinta dai sudamericani trascinati da Diego Armando Maradona – e extracalcistici, come il conflitto per le Falkland. «La realtà è che questa è una partita di calcio. Non ho intenzione di mischiare tutto, soprattutto per cose accadute tanto tempo fa. È stato un periodo molto triste della nostra storia e non possiamo farci molto. Questa è una partita di calcio, tutto qui», ha osservato Scaloni, in conferenza stampa alla vigilia del match. «Non sento un peso. Sentiamo la tensione e saremo nervosi, ma è normale”, Sappiamo perché siamo qui, sappiamo cosa vogliamo. Non siamo mai stati timidi nel pretendere questo da noi stessi, nel dirlo o nel sognarlo. Siamo in semifinale e ci arriviamo con grande fame», ha detto invece Tuchel.