Ieri la Camera ha bocciato l’emendamento sulle preferenze. Per Meloni, è stata «un’occasione persa per gli italiani»

Non sarà un passo falso a fermare l’azione di governo. Parola del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, all’indomani del voto (a scrutinio segreto) che ha bocciato l’emendamento alla legge elettorale presentato da Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc che avrebbe introdotto le preferenze. Il testo è stato respinto per solo un voto: i sì sono stati 188, i no 188.  «Abbiamo perso una partita politica, però noi andiamo avanti a testa alta, perché abbiamo fatto quello che avevano promesso, altri hanno tradito quello che dicevano in campagna elettorale», ha detto Ciriani, conversando con i cronisti che lo hanno intercettato in Transatlantico. «Ci stiamo riflettendo, aspettiamo», ha replicato a chi gli chiedeva se il testo potrà cambiare una volta approdato in Senato per inserire le preferenze. Non si è trincerato dietro il silenzio, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «La sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione. L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci. Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude. Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate», ha scritto in un post affidato alle piattaforme social, poco dopo il voto dell’Aula. «L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci. P.S. La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto», ha concluso il premier.