Le sigle di categoria fortemente preoccupate per il crollo della produzione
Il drastico calo della produzione mette a rischio la tenuta dell’unico soggetto industriale che produce autobus in Italia, la Menarini, che, nelle due sedi di Flumeri, in provincia di Avellino, e di Bologna, occupa oltre 500 addetti. Uno scenario che preoccupa fortemente le federazioni di categoria dei metalmeccanici con l’Ugl che, nello specifico, torna a chiedere la convocazione di un tavolo di confronto a distanza di due anni dal passaggio di proprietà. Nel luglio del 2024, dopo una lunga fase di difficoltà, l’impresa è stata rilevata dalla Seri della famiglia Civitillo, con una piccola presenza, pari al 2%, di Invitalia. A distanza di due anni, le prospettive appaiono decisamente meno confortanti, però. Se il 2024 si è chiuso con 264 mezzi prodotti, nel 2025 la produzione è salita a 368 unità. Il 2026, salvo cambiamenti di rotta difficili da individuare, si chiuderà, invece, con un crollo: nella migliore delle ipotesi, si prevedono fra i 120 e i 150 mezzi prodotti, numeri non sufficienti ad assicurare la tenuta occupazionale. Tale calo è da ricondursi alle difficoltà che molti enti locali stanno incontrando nel mettere a terra le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e gli altri fondi, anche comunitari, a disposizione. Pesa anche l’impossibilità, al momento, per la Menarini di partecipare a bandi al di fuori dell’Italia per la mancanza di alcune certificazioni.