“Curioso” walzer di direttori alla guida di quotidiani “di centrosinistra”

Non sarebbe una novità, ma è importante registrare come “grazie” all’avvento della proprietà greca, Theo Kyriakou, nella galassia “la Repubblica”, cioè nel Gruppo Gedi, si stiano riposizionando alcuni personaggi chiave del mondo del giornalismo vicini al centrosinistra e, quindi, al campo largo.
Il tutto avviene in un contesto particolare: vicino alla scadenza del governo in carica, nel mezzo di una crisi internazionale senza precedenti, nell’ambito di un dibattito ancora in corso nella coalizione di centrosinistra sul programma, sui leader, anche sulla legge elettorale e, mentre, a destra si osserva – e a sinistra si alimenta – l’ascesa del nuovo “outsider” in politica, il generale Vannacci. Per non parlare delle ombre, che il “caso Ranucci” e del suo presunto attentatore-amico fraterno Lavitola continuano ad agitare. Insomma, sarà il giornalismo a fare il lavoro che i partiti di opposizione non possono ancora svolgere proprio perché non hanno ancora le idee chiare, pur dichiarandosi pronti a «cambiare l’Italia»?
Oggi il Gruppo Gedi ha nominato il giornalista, autore televisivo e saggista Stefano Cappellini, già dal 2024 vicedirettore del giornale e autore del libro “Rossobruni”, direttore responsabile ad interim del quotidiano la Repubblica con effetto immediato e assumerà «la piena responsabilità della direzione editoriale della testata fino al completamento definitivo del processo di nomina del direttore responsabile». Settimana scorsa abbiamo saputo, quasi contestualmente, dell’addio di Mario Orfeo – unico giornalista nella storia della Rai ad aver diretto i tre principali telegiornali della tv di stato (Tg1, Tg2, Tg3) – alla direzione de la Repubblica e del suo nuovo incarico, a partire dal prossimo 9 settembre, in qualità di direttore editoriale di QN Media (già Editoriale Nazionale), il gruppo che detiene i quotidiani Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e QN e che è nelle mani di Leonardo Maria Del Vecchio – a suo tempo interessato all’acquisizione di la Repubblica, ma “rifiutato” dai benpensanti di sinistra e soprattutto dall’azionista di maggioranza del Gruppo Gedi John Elkann (Exor) – il quale punta a ridisegnare il posizionamento dell’intero gruppo editoriale a partire proprio dal nuovo QN. Sappiamo, inoltre, che il 31 dicembre 2026 Enrico Mentana lascerà La7, come ha rivelato l’editore Urbano Cairo, nel corso della presentazione dei palinsesti della tv più militante (a sinistra) di tutte. Con quali scenari futuri? Le indiscrezioni rivelano che potrebbe passare a Mediaset o a Discovery (Nove). O, ancora, direttore di una cosiddetta “CNN italiana”, progetto televisivo promosso dal gruppo Antenna guidato dall’imprenditore greco Theo Kyriakou, che, appunto, ha rilevato gli asset radio-video del Gruppo GEDI. È un bel valzer di poltrone, o no?