Molte imprese hanno aspettato gli incentivi per assumere personale stabile

Arrivano segnali di assestamento dal mercato del lavoro nel nostro Paese. Con riferimento al mese di maggio, l’Istat registra una leggera diminuzione degli occupati e un calo della disoccupazione, a tutto vantaggio dell’area della inattività che cresce. Si tratta, però, di piccoli aggiustamenti, nell’ordine dello 0,1% che poco o nulla tolgono alle valutazioni più complessive relative allo stato di salute dell’Italia, almeno sotto il profilo occupazionale. Il tasso di disoccupazione è, infatti, inferiore dell’1,2% rispetto alla media dei Paesi Ue. Il tasso di occupazione rimane, invece, al 63%, per effetto dell’aumento di 119mila unità che si è registrato nel trimestre marzo-maggio rispetto al trimestre dicembre-febbraio. È guardando sempre al dato trimestrale che emerge un aspetto molto significativo: l’inattività, che pure resta alta, è, comunque, calata dello 0,3%. Spacchettando i dati, ci sono alcuni aspetti che andranno monitorati con attenzione. In primo luogo, il calo dell’occupazione nelle fasce di età inferiori a 50 anni. Si tratta, in questo caso, di un fenomeno atteso, in quanto gli incentivi all’occupazione di giovani, donne e per le imprese basate nella zona economica speciale per il Mezzogiorno sono stati definiti con il decreto-legge 62/2026, il cosiddetto decreto Primo Maggio. L’altro elemento è la riduzione dei contratti di lavoro a tempo determinato, più soggetti a fenomeni contingenti.