«Aiutare imprese, enti locali e lavoratori con sburocratizzazione, crediti di imposta e sostegni fiscali è qualcosa che permetterà di riportare in Italia imprese e cervelli»

Estendere la ZES (Zona economica speciale) anche ad altre regioni italiane, in particolare alle zone di confine. Questa la proposta della Lega. «L’esperimento della sburocratizzazione al Sud ha dato ottimi risultati, rilanciando aree economicamente in difficoltà che hanno attratto investimenti, penso ad alcune zone di confine dove le nostre imprese e i nostri lavoratori, ovviamente, soffrono di una concorrenza impari. Pensiamo alla differenza di stipendi tra Como e la Svizzera, pensiamo alla differenza di costo benzina, energia tra Trieste e la Slovenia». Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha illustrato in conferenza stampa a Montecitorio la proposta di legge (con lui anche il capogruppo alla Camera della Lega, Riccardo Molinari). La ZES, istituita nel 2024, oggi comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e, dal 2025, Marche e Umbria. «Aiutare imprese, enti locali e lavoratori delle zone di confine con sburocratizzazione, crediti di imposta e sostegni fiscali è qualcosa che permetterà di riportare in Italia imprese e cervelli», ha aggiunto Salvini, auspicando «che anche l’opposizione» possa sostenere e accompagnare l’iniziativa. Il ministro è poi tornato sul dossier Ferrovie dello Stato. Dopo le dimissioni di Stefano Donnarumma, Salvini ha infatti annunciato che «l’assemblea è convocata per lunedì mattina e penso che ci sarà non solo il nuovo ad, ma l’intera squadra Fs».