di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Il progetto prenderà avvio in Argentina e consentirà di sostenere il progetto “La Salute bene Comune”, promosso da UGL, FederTerziario e AIOP
Non basta parlare, denunciare, bisogna anche fare. Come organizzazione sindacale, l’UGL partecipa ad un’iniziativa in collaborazione tra FondItalia, FederTerziario e AIOP che intende rappresentare, ed è a tutti gli effetti, un modello innovativo per colmare il deficit di 65mila infermieri con un piano di formazione pre-partenza e successivo inserimento lavorativo per valorizzare flussi migratori di personale infermieristico.
Formare professionisti sanitari provenienti dall’estero per rispondere alla crescente carenza di personale qualificato nel sistema sanitario italiano è l’obiettivo dell’Avviso FEMI 2026.01, nuovo strumento per la formazione e l’inserimento professionale di operatori sanitari provenienti da Paesi terzi, presentato ieri nel corso di una conferenza stampa, moderata da Marzio Bartoloni, giornalista Il Sole 24 Ore e coordinatore 24 ORE Salute, che si è svolta presso la Fondazione Willy Brandt di Roma. Grazie ad una dotazione finanziaria di 500mila euro, l’Avviso finanzierà progetti formativi aziendali e interaziendali destinati alla qualificazione di cittadini stranieri residenti in Paesi terzi, che saranno successivamente inseriti come infermieri in imprese aderenti a FondItalia.
L’aspetto qualificante di questo progetto è il collegamento diretto tra formazione e occupazione: al termine del percorso, infatti, i professionisti stranieri, adeguatamente formati e in possesso delle competenze richieste dagli standard del sistema sanitario italiano, saranno messi a disposizione delle strutture sanitarie aderenti che procederanno all’assunzione con contratti di almeno 12 mesi, secondo le linee guida del Ministero del Lavoro. Il progetto prenderà avvio in Argentina attraverso la collaborazione con università e istituzioni locali. L’azione mira a sviluppare percorsi integrati di apprendimento linguistico, qualificazione professionale e accompagnamento all’inserimento lavorativo nel nostro Paese.
La formazione è la chiave per trasformare il fabbisogno di personale in occupazione qualificata e regolare. L’iniziativa di FondItalia rappresenta una risposta concreta alla carenza di operatori nel settore sociosanitario, coniugando accoglienza, competenze e dignità del lavoro. Come Ugl sosteniamo un modello che valorizza la formazione, garantisce percorsi di integrazione fondati sul rispetto delle regole e risponde alle esigenze delle imprese e dei cittadini.
Non possiamo, infatti, continuare ad assistere e a denunciare – come ogni giorno facciamo con la nostra attenta e agguerrita federazione UGL Salute – i mali che attanagliano e caratterizzano il Sistema Sanitario Nazionale. Servono azioni, serve quella concretezza che porta alla soluzione dei problemi e la formazione è, appunto, la chiave per aprire le prospettive ad un futuro, il più prossimo possibile, migliore del presente.