Forte spinta della ministra; molti i settori in ritardo, dai metalmeccanici alla sanità privata
La ministra del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, torna ad appellarsi al sistema di rappresentanza del mondo imprenditoriale affinché si possa arrivare in tempi rapidi alla sottoscrizione dei rinnovi contrattuali. Come ricordato dalla stessa Calderone, il governo ha «investito due miliardi nell’ultima legge di bilancio per sostenere i rinnovi, la tassazione agevolata dei premi di produttività, lo sforzo dei lavoratori adibiti al lavoro faticoso». Misure molto apprezzate, fin da subito, dalla Ugl e dalla Cisl e, in tempi più recenti, anche dalla Uil. La palla passa, quindi, nel campo delle associazioni datoriali, chiamate ad assecondare le richieste dei sindacati e dell’esecutivo. Del resto, il mancato rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro incide negativamente sulla tenuta del potere d’acquisto degli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti, come certificato, sempre in questi giorni, dall’Ocse e da alcuni centri studi. Sono diverse le categorie in attesa del rinnovo, ad iniziare dai metalmeccanici fino ad arrivare alla sanità privata, settore in forte mobilitazione. Nelle prossime settimane, si capirà quale sarà l’effettiva risposta delle associazioni datoriali che, almeno a parole, hanno condiviso lo spirito con il quale la ministra Calderone ha sollecitato il rinnovo veloce dei contratti collettivi nazionali di lavoro.