L’alfabetizzazione previdenziale dovrebbe iniziare fin dagli anni della scuola
Com’è noto, l’andamento ormai prevalentemente instabile e variabile dell’occupazione e il nuo¬vo sistema contributivo stabilito per determinare l’ammontare della pensione, rendono necessario ave-re una perfetta conoscenza delle regole previdenziali fin dal periodo studentesco al fine di evitare spiacevo¬li sorprese in futuro. Per promuovere e favorire questa conoscenza, lo scorso 13 maggio è stato realizzato un protocollo d’intesa tra il Ministro del Lavoro, Marina Calderone, e la società Mefop del Ministero dell’Eco¬nomia, preposta in particolare alla previdenza comple¬mentare, rappresentata da Mauro Marè. L’accordo si propone di rafforzare la collaborazione tra istituzioni ed operatori utili a sostenere lo sviluppo della previden¬za e promuovere una crescita del livello di “alfabetizza¬zione” previdenziale dei cittadini. Per quanto concerne in particolare la previdenza complementare che attualmente coinvolge circa nove milioni di lavoratori, con il 1° luglio è prevista l’ade¬sione automatica dei nuovi assunti ai Fondi di previden¬za negoziali mentre la deducibilità fiscale dei contributi versati dal lavoratore è stata aumentata a 5.300 euro annui (ovviamente si può versare di più ma senza dedu¬cibilità dal reddito). Su circa 260 mi¬liardi detenuti dai fondi di risparmio (previdenziale e non), solo 30 sono stati investiti nell’economia re¬ale, in sostegno alle piccole e medie imprese, la cosiddetta “economia reale”, mentre gran parte è investito all’estero. Ciò contrasta con quello che avviene con i Titoli di Stato.