Lo rende noto Legambiente, registrando un aumento di 12 unità, da 663 a 675
Tornano a crescere i comuni italiani «rifiuti free». Lo rivela l’ultima edizione di “Comuni Ricicloni”, curata da Legambiente, registrando un aumento a quota 675 – contro i 663 del 2025 – su un totale di 7.894 comuni italiani. «Un dato che fa ben sperare dopo il lieve calo del 5% registrato lo scorso anno», osserva il rapporto, ricordando che «il merito di questi comuni è quello di mantenere la produzione pro capite di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento al di sotto dei 75 kg/ab/anno». A livello territoriale, il Nord «si conferma l’area del Paese con più comuni virtuosi, il 60,3% del totale si concentra qui, anche se registra una contrazione rispetto allo scorso anno (-16 comuni)». Il 32,8% dei comuni si trova nel Sud e nelle Isole (in crescita rispetto al 2025 con 16 comuni in più); e il 6,8% nel Centro. «Quest’ultimo registra, dopo anni di immobilismo, una crescita importante con 16 comuni in più rispetto al 2025 arrivando a quota 46». Spulciando i dati, emerge anche che a crescere è il numero complessivo di cittadini residenti in Comuni Rifiuti Free, passato da 3.715.010 dello scorso anno agli attuali 4.086.781, nonostante il numero complessivo dei Comuni Rifiuti Free sia aumentato di sole 12 unità. «I dati in crescita dei comuni rifiuti free sono un segnale importante ma il Paese, a partire dalle grandi città, non deve abbassare l’attenzione perché può e deve fare molto di più in fatto di gestione virtuosa dei rifiuti», è stato il commento del direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti. «L’economia circolare rappresenta una leva strategica per l’Italia che va sostenuta con politiche e interventi concreti a livello europeo e nazionale», ha aggiunto, osservando che «tutto parte da una buona qualità della raccolta differenziata e da un efficace e concreto avvio al riciclo, riducendo al minimo l’indifferenziato avviato a smaltimento o ai termovalorizzatori».