L’unico calo è sul fronte del lavoro a tempo determinato; bene anche gli autonomi
I numeri del mercato del lavoro nel nostro Paese continuano ad essere positivi, al netto di alcune dinamiche interne. Su base annuale, a maggio 2026, l’occupazione cresce, infatti, di 228mila unità, attestandosi a 24 milioni e 336mila. Su base mensile, però, l’occupazione segna un calo, dovuto, però, alla sola componente del lavoro a tempo determinato, un aspetto sul quale incidono le scelte del governo, di sostenere l’occupazione stabile con incentivi mirati, ma anche l’incertezza che ancora accompagna l’economia mondiale. Nel trimestre, gli occupati aumentano di 119mila unità, con un primo calo parziale calo dell’inattività (-38mila unità). È proprio guardando ai dodici mesi che si apprezza maggiormente questo fenomeno. Mentre l’occupazione stabile e il lavoro aumentano in maniera sensibile, con rispettivamente di 275mila e di 198mila unità in più, il lavoro più precario scende di 244mila unità. In termini percentuali, il tasso di occupazione è al 63%, quello di disoccupazione è al 5% e quello dell’inattività è al 33,6%. La disoccupazione giovanile si riduce ulteriormente, attestandosi al 15,1%. Si evidenzia, altresì, che la disoccupazione nell’eurozona è al 6,2%. Fra gli aspetti di rilievo, gli occupati sono in crescita in tutte le tipologie contrattuali nella fascia di età superiore ai 50 anni, mentre il numero dei disoccupati cresce nelle due fasce 25-34 anni e 35-49 anni.