di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Sul tema fondamentale della salute e sicurezza sul lavoro, le comunicazioni del Ministro del Lavoro, Marina Calderone, descrivono una situazione incoraggiante, che l’Ugl accoglie con favore: l’aumento di oltre un milione di lavoratori sottoposti a un sistema di prevenzione dei rischi e la diminuzione dell’incidenza degli infortuni mortali ogni centomila dipendenti dimostrano che gli interventi messi in campo dal Governo stanno producendo effetti concreti. Sono risultati che testimoniano come investire in prevenzione, formazione, vigilanza e qualificazione delle imprese rappresenti la strada giusta. Una strategia fondata sulla diffusione della cultura della sicurezza, sul potenziamento della consapevolezza e dei controlli, sulla valorizzazione delle imprese virtuose, con l’obiettivo di passare da un modello fondato sull’intervento successivo all’infortunio a un sistema capace, anche attraverso l’innovazione tecnologica, di individuare i rischi prima che si traducano in incidenti. I dati, seppure positivi, non vanno certo considerati come un punto d’arrivo, ma sono ancora da migliorare, fino al raggiungimento dell’obiettivo di una riduzione pressoché totale degli infortuni, come del resto dichiarato anche dallo stesso Ministro. Il numero degli incidenti è ancora troppo alto, e, come ci ricorda l’ultima tragedia avvenuta nel Mantovano, il percorso verso l’obiettivo della «visione zero» morti bianche resta ancora lungo e tortuoso. Occorre, quindi, insistere sulla strada intrapresa, rafforzando ulteriormente le misure, nel segno della formazione continua, dell’innovazione tecnologica, dell’aumento delle ispezioni, del coordinamento tra gli enti preposti ai controlli e della valorizzazione delle imprese che investono stabilmente nella sicurezza. Leve fondamentali per rendere il lavoro più sicuro e competitivo. Così come è fondamentale consolidare il dialogo tra Governo e parti sociali su questo tema, che riguarda tutti e che non può essere terreno di scontro ideologico, ma di confronto e collaborazione responsabile, di condivisione delle buone pratiche, per individuare soluzioni efficaci, adeguate ai profondi cambiamenti organizzativi, tecnologici e demografici che stanno interessando il mercato del lavoro. La sicurezza sul lavoro deve essere, infatti, un valore radicato e condiviso, che accompagni ogni fase dell’attività lavorativa, a partire dalla scuola e dalla formazione dei giovani, perché tutela il bene più prezioso: la vita delle persone. I progressi registrati dimostrano che la direzione è quella corretta. Adesso bisogna proseguire con determinazione, senza abbassare la guardia, affinché la crescita dell’occupazione sia accompagnata da standard di tutela della salute e della sicurezza sempre più elevati, per uno sviluppo sostenibile, fondato sul rispetto della dignità del lavoro e della vita delle persone.