Emergenza sanitaria, comunità internazionale invia aiuti. In arrivo anche missione italiana

Resta molto preoccupante la situazione in Venezuela dopo il devastante terremoto che ha colpito nella giornata di ieri alcune aree del paese (due gli eventi, di cui quello più intenso di magnitudo 7.5), compresa la capitale Caracas, dove si è registrato il crollo di edifici. La comunità internazionale è già al lavoro, da diverse ore, per garantire aiuti e sostegno alla popolazione venezuelana (oggi, tra gli altri, l’India ha comunicato l’invio di un’unità ospedaliera da campo dell’esercito e 35 tonnellate di materiali di soccorso, medicinali e attrezzature mediche), mentre il numero delle vittime, ha fatto sapere la presidente ad interim Delcy Rodriguez, è salito a quasi 600 (bilancio che potrebbe crescere ancora, visto l’ingente numero di persone che risultano disperse). In viaggio anche una missione italiana, seguita dall’Unità di crisi della Farnesina, secondo cui nel complesso dell’area del terremoto vivrebbero 65 mila connazionali. Dalle cronache che giungono dal Venezuela, riprese dai media internazionali, emergono criticità proprio per quanto riguardano le strutture ospedaliere, spesso al collasso. In più si rileva la mancanza di ambulanze e di materiale di primo soccorso, con reparti di emergenza che vengono allestiti nelle strade. Medici Senza Frontiere ha riferito di avere raggiunto La Guaira, una delle regioni più colpite dal sisma, riuscendo a consegnare «con successo una prima donazione di kit di pronto soccorso traumatologico (sufficienti per circa 200 pazienti) all’ospedale José María Vargas».