Gli interventi di Capone, Brunetta e Tiraboschi sul decreto-legge Primo Maggio

L’approvazione definitiva del decreto-legge 62/2026, meglio conosciuto come decreto Primo Maggio, rappresenta soltanto il passaggio iniziale di un percorso che appare complesso in tutti i suoi passaggi. Come evidenziato più volte, il provvedimento urgente interviene su tre aspetti, vale a dire gli incentivi all’occupazione, la quantificazione del salario giusto connesso alla contrattazione collettiva e, con riferimento al lavoro intermediato attraverso piattaforme informatiche, la qualificazione del rapporto di lavoro e il contrasto al caporalato digitale. Si tratta di tematiche molto importanti che, in diversi casi, necessitano di successivi adempimenti sotto forma di decreti ministeriali attuativi. In questo senso, la giornata di venerdì si è caratterizzata per una lunga intervista che il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, ha rilasciato al Diario del lavoro e per un fondo a doppia firma, Renato Brunetta e Michele Tiraboschi, rispettivamente presidente del Cnel e presidente della Commissione informazione, sempre di villa Lubin, pubblicato sul Sole 24Ore. Fra i temi trattati dal numero uno della Ugl, tutta la parte relativa ai rider e, più in generale, al lavoro intermediato dalle App. Brunetta e Tiraboschi, invece, si sono soffermati sulla centralità dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi in vista della definizione di cosa debba intendersi per salario giusto.