Via libera al decreto 62/2026, mentre arrivano i primi dati dal Ministero sui bonus
Con il voto del Senato e la prossima pubblicazione in gazzetta ufficiale, il decreto-legge 62/2026, meglio conosciuto come decreto Primo Maggio, è legge. Il provvedimento, che aveva avuto il via libera nel Consiglio dei ministri del 29 aprile, punta su almeno tre pilastri: il sostegno alle imprese che vogliono assumere personale a tempo indeterminato; la definizione del concetto del salario giusto da riconoscere ai lavoratori e alle lavoratrici; il contrasto al caporalato digitale e, più in generale, la disciplina del lavoro intermediato da piattaforme informatiche. Intanto, nel corso della riunione del comitato di sorveglianza sui fondi comunitari, il Ministero del lavoro ha anticipato ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl i primi risultati relativi ai contratti di lavoro incentivati. Il bonus giovani ha finora agevolato l’assunzione di quasi 144mila unità, di cui 63mila donne, in oltre 71mila imprese. Circa 36mila le assunzioni di giovani nel Mezzogiorno. 21.150, invece, le donne assunte con l’incentivo ad hoc, con la Campania al primo posto con 5.128 assunzioni. Quasi 17mila le imprese interessate. Decisamente più indietro il bonus per le assunzioni nella zona economica speciale per il Sud: meno di mille domande accolte, con una spesa di 9 milioni a fronte di una disponibilità di oltre 535 milioni. Esaurito, infine, il fondo da 63 milioni per l’autoimpiego, con 3.800 domande accolte.