Trump: «Una votazione inopportuna e insensata»
Il Senato Usa ha approvato una risoluzione (50 a 48) con cui chiede al presidente Donald Trump di porre fine alla guerra in Iran o chiedere l’autorizzazione al Congresso per proseguirla. Si tratta di una misura pressoché simbolica, ma che per l’inquilino della Casa Bianca può assumere un valore politico non trascurabile. A favore della risoluzione, infatti, hanno votato anche quattro repubblicani. «Quindi, ho l’Iran alle corde, pronto a crollare e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insensata sul War Powers Act», ha commentato l’inquilino della Casa Bianca su Truth. Il clima politico attorno alla guerra in Iran si registra nel mezzo dei negoziati avviati tra le parti. Dal Pakistan hanno fatto sapere che i colloqui di natura tecnica riprenderanno la prossima settimana, mentre il direttore dell’AIEA, Rafael Mariano Grossi, confermando quanto già riferito da Trump, ha affermato che i siti iraniani per l’arricchimento dell’uranio saranno visitati dagli ispettori, anche se Teheran ha poi sottolineato che ritiene quello delle ispezioni un tema da risolvere «nell’ambito di un accordo definitivo». Da parte sua, l’Iran continua a sostenere che il memorandum d’intesa rappresenta «la dichiarazione di sconfitta dell’America». A dirlo, citato dai media internazionali, il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf, secondo il quale la sicurezza in Medio Oriente dovrebbe essere garantita dai paesi della regione e che la fine delle operazioni militari di Israele in Libano è «altrettanto importante» per Teheran.