Euro digitale: da Parlamento Ue un altro passo avanti

La sperimentazione inizierà nel 2027 e entrerà a regime nel 2030: il Parlamento Europeo ha dato il suo via libera e così l’euro digitale entra nella sua fase finale. Il progetto prevede la creazione di una nuova forma digitale di moneta della Bce, che si affiancherà alle banconote e alle monete in euro.

L’euro digitale è una moneta pubblica emessa dalla Banca centrale, che consentirà ai cittadini di effettuare pagamenti digitali svincolandosi dai sistemi commerciali privati. Possibilità che ad oggi non esiste: la valuta digitale è gestita da circuiti privati, spesso extra Ue. La moneta della banca centrale esiste solo in forma fisica (contante) e non può essere utilizzata direttamente per i pagamenti digitali quotidiani. Un euro digitale colmerebbe questa lacuna, offrendo a tutti la possibilità di pagare in modalità digitale con moneta pubblica garantita dalla Bce, disponibile insieme al contante sia online che offline, escludendo quindi il ricorso a strumenti come Visa, Mastercard e PayPal.
Per chi avesse timori per il contante, niente paura. «Finché i cittadini vorranno usare il contante potranno farlo, una cosa non esclude l’altra», ha chiarito ieri la presidente della Bce Christine Lagarde, intervenendo in commissione Econ sul voto e definendolo «un traguardo importante per far progredire il progetto dell’euro digitale e per radicarlo saldamente nel dibattito democratico». Dobbiamo sapere che ad oggi la maggior parte dei Paesi – circa 13 su 20 – scontano un forte dipendenza dall’estero per quel che riguarda i pagamenti con carta. Di conseguenza, i pagamenti digitali in euro sono spesso trattati attraverso infrastrutture di Paesi terzi, con dati conservati all’estero e commissioni fissate in base a condizioni commerciali definite fuori dall’Ue.