di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

In una fase economica caratterizzata dall’aumento del costo della vita e da una crescente difficoltà nel conciliare esigenze lavorative e familiari, il welfare aziendale si conferma uno degli strumenti più efficaci per sostenere lavoratori e imprese, una leva strategica capace di migliorare il benessere delle persone, rafforzare la produttività e accrescere la competitività del sistema economico. I numeri confermano questa tendenza: secondo l’Osservatorio Welfare 2026 di Edenred Italia, infatti, le aziende che adottano piani di welfare hanno erogato mediamente mille euro pro capite ai propri dipendenti, con un utilizzo effettivo delle prestazioni in costante crescita. Un dato che dimostra come i lavoratori percepiscano questi strumenti come una risposta concreta alle difficoltà quotidiane. Particolarmente significativo è il ruolo dei fringe benefit, che oggi rappresentano oltre la metà delle prestazioni di welfare aziendale. La possibilità di utilizzare somme esenti da imposte e contributi per affrontare spese legate ai consumi, alle utenze domestiche, all’affitto o al mutuo della prima casa costituisce, specie in un contesto segnato dall’inflazione, un sostegno tangibile al potere d’acquisto delle famiglie. Ma il welfare aziendale non si esaurisce nel sostegno economico: servizi per l’infanzia, assistenza sanitaria integrativa, supporto ai familiari anziani o non autosufficienti, smart working e iniziative dedicate alla conciliazione tra vita privata e lavoro rappresentano investimenti che migliorano la qualità della vita e favoriscono una maggiore partecipazione al mercato del lavoro. È importante sottolineare le misure recenti che hanno riconosciuto il valore di queste politiche attraverso specifiche agevolazioni fiscali e contributive. La possibilità di convertire i premi di risultato in servizi di welfare, ottenendo vantaggi sia per il lavoratore sia per l’impresa, rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra produttività e benessere. Allo stesso modo, gli incentivi legati alla certificazione della parità di genere e alle nuove misure per la conciliazione vita-lavoro premiano le aziende che investono in modelli organizzativi più inclusivi e sostenibili. Adesso è necessario continuare a promuovere una cultura del welfare che non sia limitata alle grandi realtà produttive, ma che coinvolga sempre più anche le piccole e medie imprese, vera ossatura del tessuto economico italiano. Il welfare aziendale deve diventare parte integrante delle strategie di sviluppo e delle relazioni industriali, contribuendo a costruire ambienti di lavoro più equi, attrattivi e capaci di valorizzare il capitale umano, perchè quando crescono il benessere dei lavoratori, la coesione sociale e la qualità del lavoro, crescono anche le imprese e il Paese. Ecco perché il welfare aziendale conviene: ai dipendenti, alle aziende e all’intera collettività.