Numeri in forte calo negli ultimi cinque anni; preoccupa l’età media molto alta

Lavoro in ambito domestico in leggera flessione, ma con le retribuzioni in crescita. È questo il dato che emerge dalla lettura del report annuale dell’Osservatorio Inps sui lavoratori domestici riferito al 2025. Nello scorso anno, i lavoratori e le lavoratrici domestici con almeno un contributo giornaliero versato sono stati quasi 805mila, in calo del 2,3% rispetto al 2024. Le retribuzioni annue medie, però, crescono del 2,1%, poco sopra gli 8mila euro. Se guardiamo al 2021, quando, in concomitanza con il Covid-19, fu fatta una operazione di emersione del sommerso, si registra una riduzione di 173mila unità, tanto è vero che, anche per l’Inps, è plausibile l’ipotesi che ci sia stato uno scivolamento verso il sommerso. Del resto, proprio il nero o il grigio fra colf, badanti e baby-sitter è un elemento di forte preoccupazione per lo stesso Ministero del lavoro. La scorsa settimana, il Ministero ha illustrato ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e delle associazioni datoriali la campagna di comunicazione per l’emersione del lavoro in ambito domestico. Tornano al report, la componente femminile continua ad essere largamente maggioritaria (88,7%), un dato in linea con quello del periodo pre-pandemico. La distinzione per aree geografiche premia il nord (oltre il 50% dei contratti), con il centro al 27,7%. La presenza straniera è al 68,9%. Il 46% del personale ha almeno 55 anni di età.