Intanto, dal decreto-legge Primo Maggio arriva un forte impulso al welfare aziendale
L’Inps aggiorna il contatore dell’assegno unico e universale, riconosciuto per i figli a carico fino a 21 anni di età o senza limiti di età in caso di disabilità. Nei primi quattro mesi del 2026, le famiglie residenti in Italia hanno beneficiato di 6,6 miliardi di euro. Si tratta di un dato assolutamente in linea con quello del 2025, visto che lo scorso anno si è chiuso con l’erogazione di 19,8 miliardi di euro. I nuclei familiari raggiunti sono circa sei milioni e 40mila con una copertura di oltre 9,5 milioni di persone. L’importo medio erogato per figlio è di 173 euro. L’importo più basso è fissato a 59 euro e viene riconosciuto a chi non presenta l’Isee oppure, pur presentandolo, supera la soglia massima fissata, per l’anno in corso, in 46.582,71 euro. È, invece, di 227 euro l’importo massimo per figlio che è riconosciuto a tutti i nuclei familiari con Isee inferiore a 17.468,51 euro. L’assegno unico e universale è stato rafforzato in maniera sensibile negli ultimi tre anni, come chiesto dai sindacati, ad iniziare dalla Ugl. Lo strumento ha portato al superamento della precedente disciplina che prevede il doppio binario degli assegni familiari e delle detrazioni fiscali per i figli a carico. Intanto, nell’ottica di favorire la genitorialità e la conciliazione, il decreto-legge 62/2026 ha introdotto misure di rafforzamento degli accordi di welfare; novità sono attese con la Programmazione Ue.