Lo denuncia una ricerca curata dal Murdoch Children’s Research Institute in Australia
Gli adolescenti che investono almeno due ore al giorno sulle piattaforme social – Facebook, Instagram, TikTok…- hanno maggiori probabilità di manifestare sintomi depressivi e un minore benessere rispetto ai coetanei che vi trascorrono meno tempo. Lo rivela uno studio curato dal Murdoch Children’s Research Institute in Australia, registrando un effetto più marcato tra i giovanissimi e, principalmente, tra le giovanissime (12-13 anni). L’analisi, pubblicata sul “Medical Journal of Australia” e che ha seguito circa 1.200 bambini e ragazzi di Melbourne tra i 9 e i 19 anni, suggerisce la necessità di introdurre politiche che puntino a ridurre il tempo trascorso sui social. Alcuni Paesi lo hanno già fatto, adottando leggi che vietano l’utilizzo delle piattaforme social ai minori di 16 anni: è il caso dell’Australia e, notizia di ieri di cui vi abbiamo parlato sulle pagine della “Meta Serale” di ieri, anche del Regno Unito. Altri Paesi stanno valutando l’introduzione di norme analoghe. L’Italia, dove non esiste un divieto assoluto anche se l’età per iscriversi autonomamente ai social (consenso digitale) è fissata a 14 anni, non tra questi.