Appello a tutte le forze, anche politiche e sociali per arrivare ad una soluzione
Una partita in stallo, nella quale, però, il governo è intenzionato a giocare un ruolo centrale per trovare una soluzione condivisa che, per utilizzare le parole del ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, necessita di «un’azione sinergica e la massima responsabilità da parte di tutti gli attori nel rispetto degli sforzi fatti in questi anni proprio dai lavoratori dell’Ilva». Le parole del ministro sono state pronunciate nel corso dell’incontro che lo stesso ha avuto con i rappresentanti delle federazione di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Il quadro rimane complesso, considerando che nel sito di Taranto sono 3.150 i dipendenti in cassa integrazione straordinaria su un totale di poco meno di 8mila addetti. Il tema rimane sempre quello della continuità operativa, ma i problemi non mancano. Oltre alla questione proprietà, pesa la vicenda dello stop all’utilizzo dell’altoforno 1, decisa dalla magistratura nel maggio del 2025, mentre resta la problematica connessa ai fondi. L’ultimo finanziamento è stato di 100 milioni di euro, mentre il prossimo mese potrebbero arrivare altri 140 milioni, con i quali si andrebbe a colmare il prestito ponte autorizzato dalla Commissione europea, che ha fissato in 390 milioni il plafond autorizzabile nell’ambito delle regole eurocomunitarie. Nella giornata di martedì sono proseguiti i tavoli tecnici con i possibili acquirenti di Flacks.