Il premier britannico Keir Starmer ha spiegato che «i social media rendono i bambini infelici». Una decisione che il 78,9% degli italiani accoglierebbe con favore
Nel Regno Unito i minori di 16 anni non potranno più usare le piattaforme social (TikTok, Instagram, Facebook, X, YouTube…). La decisione è stata annunciata oggi dal premier britannico, Keir Starmer. «I social media rendono i bambini infelici. Facilitano le molestie e gli abusi da parte dei bulli e potrebbero persino danneggiare la loro salute mentale. Li espongono a contenuti pericolosi perché è questo che cattura l’attenzione. Sono progettati per creare dipendenza», ha detto il primo ministro, spiegando i motivi della decisione che non è stata presa «alla leggera», «come se i social media non avessero portato alcun beneficio ai giovani, perché chiaramente questo è sbagliato». «Ma il governo si basa sempre sulle scelte, ed è chiaro che un divieto totale sia la scelta giusta», ha assicurato Starmer. Quello britannico non è un caso isolato: l’Australia ha già adottato un provvedimento analogo e altri Paesi stanno considerando di fare altrettanto, come la Spagna. In Italia, dove non esiste un divieto assoluto anche se l’età per iscriversi autonomamente ai social (consenso digitale) è fissata a 14 anni, una soluzione sul modello britannico o australiano verrebbe accolta con favore dal 78,9% degli italiani, secondo il Rapporto Italia dell’Eurispes, presentato a fine maggio.