di Francesco Paolo Capone
I dati diffusi dall’Istat sul mercato del lavoro nel primo trimestre del 2026 fotografano segnali incoraggianti e una radicale inversione di tendenza rispetto al passato, agli antecedenti al Covid-19. Il numero degli occupati ha raggiunto quota 24 milioni e 207mila, con un incremento di 67mila unità rispetto al trimestre precedente e di 50mila su base annua. Siamo in presenza di un record che, ormai, si rinnova dal 2022, anche considerando il rimbalzo del 2021. Sicuramente positivo anche il calo della disoccupazione, scesa al 5,3%, e la diminuzione della percentuale degli inattivi registrata ad aprile, che pure, però, resta ancora troppo alta e assolutamente insostenibile per un Paese come il nostro, con quasi la metà delle imprese che lamenta forti difficoltà nel trovare le competenze adeguate. I risultati su occupazione e disoccupazione sono, quindi, molto importanti; essi testimoniano l’efficacia delle misure adottate dal Governo, anche grazie al dialogo con le parti sociali, soprattutto con quelle sigle sindacali, come l’Ugl, che ai preconcetti e ai pregiudizi antepongono il dialogo e il confronto. Occorre proseguire con determinazione su questa strada, puntando sul taglio del costo del lavoro, sul rafforzamento delle politiche attive e su una maggiore capacità di incrociare domanda e offerta. In questo senso, il primo piano di Meta serale del 15 giugno è dedicato all’analisi dei numeri, aggiornati alla fine di aprile, del Programma Gol – Garanzia di occupazione per i lavoratori. Il Programma, che ha rivoluzionato le modalità di presa in carico delle persone prive di occupazione o con una occupazione che non garantisce un reddito adeguato, sta maturando dei risultati importanti, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, Sicilia e Sardegna comprese. Di fatto, rispetto a prima, la capacità della pubblica amministrazione di accompagnare le persone verso una nuova occupazione è aumentata da uno a dieci. Sono oltre 4,2 milioni coloro che si sono iscritti, mentre sono più di due milioni gli assunti. In questa direzione vanno anche altre misure adottate dal Governo: pensiamo, ad esempio, a misure come le agevolazioni previste dal Piano Transizione 5.0, il potenziamento di uno strumento cruciale come la contrattazione collettiva attraverso la definizione del salario giusto e gli esoneri contributivi destinati a giovani, donne e lavoratori delle Aree della Zona economica speciale unica per il Mezzogiorno. In prospettiva, è, quindi, fondamentale continuare ad investire nei settori strategici al centro delle transizioni digitale ed energetica, potenziando le competenze STEM e promuovendo percorsi di formazione continua e riqualificazione professionale in grado di accompagnare lavoratori e imprese nei profondi cambiamenti in atto. L’Italia dispone di tutte le potenzialità per consolidare questo percorso virtuoso. È necessario continuare a creare occupazione di qualità valorizzando il capitale umano e rafforzando la competitività del sistema produttivo.