Ministero e Inps illustrano ai sindacati confederali le novità in arrivo da agosto

Dopo l’avvio della sperimentazione da marzo, l’azione di contrasto all’evasione contributiva, prevista all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza, entra nella sua fase due. Il riferimento è agli Indicatori sintetici di affidabilità contributiva, in sigla Isac, introdotti per i primi due settori produttivi (commercio all’ingrosso e settore alberghiero) nel mese di marzo. Nella riunione di giovedì, i tecnici del Ministero del lavoro, di Inps e di Sogei hanno illustrato ai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle associazioni datoriali maggiormente coinvolte i prossimi passaggi, che prevedono l’estensione del programma, che prevede l’applicazione di un modello di analisi che valuta la congruità di quanto dichiarato dall’impresa ai fini contributivi, ad altri sei settori produttivi: produzione di abbigliamento su misura; riparazione auto e moto, carrozzerie comprese; servizi di acconciatura; bar, gelaterie e pasticcerie, con somministrazione o con sola produzione; impianti elettrici e idraulici, compresa la termoidraulica; produzione di dispositivi medicali. In totale, parliamo di circa 60 diversi codici Ateco. Se, nella prima fase, le imprese interessate erano state poco più di 20mila, in questo secondo step le imprese coinvolte sono, potenzialmente, oltre 312mila. I settori produttivi sono stati scelti tenendo conto anche della maggiore presenza di lavoratori dipendenti.