Teheran risponde con chiusura dello Stretto di Hormuz

«Stanotte colpiremo l’Iran molto duramente e in futuro prenderemo il controllo dell’isola di Kharg, del loro mercato di gas e petrolio e delle loro infrastrutture, come abbiamo fatto in Venezuela». Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth. Un avvertimento che di fatto conferma la ripresa delle ostilità tra le forze americane e quelle iraniane e che segue la seconda notte consecutiva di attacchi per tentare di esercitare pressione su Teheran per il raggiungimento di un accordo di pace. Sono stati colpiti obiettivi strategici e di contro l’Iran ha dichiarato di aver attaccato basi statunitensi in Bahrein e Kuwait. Una situazione che accresce le tensioni in Medio Oriente e desta preoccupazione nella comunità internazionale, anche per le possibili conseguenze economiche. L’agenzia marittima iraniana, infatti, ha reso noto sui social media che «alla luce delle tensioni create dalle forze americane di invasione nella regione e dell’annuncio fatto ieri sera dalle forze armate iraniane, lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a nuovo avviso». Pertanto, prosegue il comunicato, «si prega i richiedenti che hanno ottenuto i permessi di transito di avere pazienza e di attendere ulteriori indicazioni». In una conversazione telefonica con l’Alto rappresentante UE, Kaja Kallas, riferita dai media internazionali, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha sostenuto «che tali azioni hanno reso obsoleto il cessate il fuoco».