di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Tra le comunicazioni odierne del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla Camera in vista del Consiglio Ue, l’UGL sostiene con convinzione l’impegno nella realizzazione di un mix energetico utile a cittadini e imprese, all’interno del quale il nucleare giocherà il ruolo fondamentale di risolvere nel medio-lungo periodo la storica dipendenza energetica italiana dall’estero e nel quale i biocarburanti avranno il ruolo di vettore energetico di transizione.
Condivisibile che, in linea con quanto chiesto e ottenuto dall’Ue, l’Italia chiederà alla Commissione la possibilità di attivare la “national escape clause” per investire 14 miliardi di euro nei prossimi 3 anni con l’obiettivo di mitigare l’impatto dei prezzi dell’energia. Il fatto che l’Italia sia riuscita a raggiungere il massimo storico di energia elettrica prodotta da rinnovabili è il segnale tangibile che la nostra Nazione ha già imboccato la strada giusta.
L’UGL ha sempre indicato nel pragmatismo la chiave di volta delle politiche energetiche, nel quale, infatti, giocano un ruolo fondamentale il nucleare, gas e fonti di energia rinnovabili, chiedendo quindi un mix energetico bilanciato, scevro da veti ideologici, purché al centro di tale processo vi sia il lavoro, la competitività delle imprese e l’indipendenza nazionale.
Decisivi saranno i passi che si compieranno nelle prossime, perché l’Italia concorderà con la Commissione Ue misure finanziabili con la flessibilità ottenuta, a suo tempo con molta diplomazia e lungimiranza. Auspichiamo che, come da impegno esplicito della stessa Meloni, le misure concordate possano riuscire ad alleggerire il peso sul Bilancio nazionale e liberare maggiori risorse per sostenere famiglie e imprese. Occorrono, più che mai, azioni concrete per raggiungere obiettivi concreti come la riduzione dei prezzi, della eccessiva volatilità degli stessi e dell’impatto degli Ets sui prezzi dell’elettricità. Importante, allo stesso tempo, che sia stata ribadita la necessità di ridurre la dipendenza dai Paesi esteri.
Come organizzazione sindacale, sono per noi assolutamente ancora da scongiurare i rischi in essere di una perdita di competitività e di nuove delocalizzazioni, in vista di consumi elettrici destinati a raddoppiare entro il 2050 e di una produzione interna che – in assenza di un piano come quello indicato da Meloni – potrebbe presentarsi ancora insufficiente.
Ecco perché il nuovo nucleare diventa essenziale al fine di garantire stabilità, sicurezza e programmabilità, tanto più che, adesso, è associato ad un quadro normativo snello e favorevole all’innovazione, quale è la Legge Delega sul nucleare sostenibile. L’Italia ha bisogno assoluto di tutto ciò e dovrebbe essere unitariamente impegnata al raggiungimento di simili, strategici, obiettivi.