Approvato dalla Camera, ora passa al Senato per la sua conversione in legge

La lunga discussione d’aula alla Camera dei deputati consegna al Senato un provvedimento, per molti versi, più robusto, rispetto a quello pubblicato a fine aprile in gazzetta ufficiale. Il decreto-legge Primo Maggio è ora atteso al voto finale di Palazzo Madama che dovrà arrivare entro il 29 giugno. L’attività preparatoria effettuata dalla Commissione lavoro e, in particolare, dai tre relatori Walter Rizzetto, Tiziana Nisini e Chiara Tenerini è servita a meglio chiarire alcuni punti, al fine di individuare gli elementi utili ad assicurare ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti un salario giusto. Il riferimento è al Trattamento economico complessivo, come definito dai contratti collettivi nazionali più rappresentativi. Nel Tec, rientrano tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive, le indennità fisse e continuative e le prestazioni di welfare contrattuale, spettanti alla generalità dei dipendenti. I contratti collettivi possono individuare ulteriori voci. Il Tec da riconoscere ai lavoratori e alle lavoratrici è strettamente connesso alla possibilità per i datori di lavoro di accedere agli incentivi per la stabilizzazione dei posti di lavoro. Durante l’iter alla Camera, sono stati approvati anche alcuni emendamenti nella parte relativa al lavoro tramite piattaforme digitali. Apprezzamenti da Cisl, Uil e Ugl, non dalla Cgil.