Alla vigilia non sono mancate le polemiche: dai visti non concessi, al caso che ha riguardato la nazionale dell’Iran fino al caro biglietti
Un’attesa lunga quattro anni. Inizia oggi il Mondiale di calcio, un appuntamento che la Nazionale italiana ha mancato per la terza volta consecutiva. Un fallimento sintomo di una crisi che sta investendo l’intero movimento calcistico nazionale, ad ogni livello. In attesa dell’elezione del prossimo presidente della FIGC, al quale spetta il compito di avviare la rinascita, assistiamo da spettatori alla kermesse che inizia stasera con il match inaugurale tra Messico e Sudafrica. Appuntamento fissato alle ore 21 allo stadio Atzeca, un tempio del calcio che ha già ospitato le finali di Coppa del Mondo del 1970 e del 1986. Il Messico ospita infatti la terza edizione. Questa volta però condivide l’onore con gli Stati Uniti e il Canada. Un formato inedito. Così come è inedito il numero delle Nazionali partecipanti: 48. Sono 104 le partite in programma, spalmate da stasera al 19 luglio, quando è in programma la finale al Metlife Stadium, nel New Jersey, negli States. Non sono mancate le polemiche: dai visti non concessi, al caso che ha riguardato la nazionale dell’Iran fino al caro biglietti: «Non mi pento di questi Mondiali. Se volete criticare il sottoscritto fatelo pure. Ma, per favore, promuovete il fatto che il calcio unisce il mondo», ha replicato il presidente della Fifa, Gianni Infantino, intervenendo in occasione della conferenza stampa alla vigilia dell’incontro inaugurale.