Nidi privati a rischio tenuta

Carenza di educatori, aumento dei costi, sostegni alle strutture private. A pochi mesi dall’avvio dell’anno educativo 2026/2027, Assonidi-Confcommercio, associazione che rappresenta gli asili nido e le scuole dell’infanzia private, torna «a richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà che stanno interessando il sistema dei servizi educativi per la prima infanzia. Al centro delle preoccupazioni, vi sono la carenza di personale educativo qualificato e, proprio per tale ragione, le strutture private chiedono una revisione dei requisiti di accesso alla professione».
Differentemente da quanto si può immaginare, «secondo i più recenti dati Istat, la domanda di servizi per l’infanzia continua a crescere nonostante il calo delle nascite. Le liste d’attesa coinvolgono il 68,9% nel settore pubblico e il 54% in quello privato».
Il problema di fondo è rappresentato dalla carenza di educatrici e educatori «in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa. I dati raccolti dall’Istat evidenziano che oltre l’80% dei nidi e delle sezioni primavera ha avuto necessità di assumere nuovo personale educativo nei due anni precedenti all’anno scolastico 2023/2024. Tra le strutture che hanno avviato selezioni, la maggioranza ha incontrato difficoltà nel trovare candidati idonei e oltre il 40% ha definito tali difficoltà gravi o gravissime».
Due le richieste di Assonidi: prima, «al Governo di riconoscere il ruolo svolto dalle strutture private autorizzate». Seconda, «il potenziamento dell’offerta non può limitarsi alla realizzazione di nuove strutture, ma deve essere accompagnato da interventi mirati sul fronte del personale».