Intervenendo in audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, insieme al titolare della Farnesina Antonio Tajani, ha ribadito la linea del governo: «Sostenere Kiev»
Oltre ai dossier domestici – legge elettorale, dl lavoro…-, il governo deve fare i conti con gli eventi che incendiano diverse parti del mondo e che, complice l’interconnessione che caratterizza il mondo contemporaneo, hanno riflessi sulla vita quotidiana degli italiani. Si pensi alla guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz. O al conflitto tra Russia e Ucraina. Temi affrontati dai ministri di Esteri e Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, ascoltati in audizione dalle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. «Sta tornando attuale la minaccia atomica che avevamo relegato ai libri di storia», ha ammesso Crosetto, anticipando che le difficoltà non cesseranno con la fine del conflitto: una volta conclusa la guerra, l’Europa «dovrà confrontarsi con gli effetti finanziari, energetici, con il grande numero di ex combattenti da reintegrare, con la ricostruzione dell’Ucraina». L’audizione ha offerto l’occasione al ministro per ribadire la linea del governo: «È necessario sostenere lo sforzo difensivo dell’Ucraina insieme allo sforzo politico e diplomatico». «Non ho parole per commentare ciò che» il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben Gvir «ha detto nei confronti dell’Italia ieri dopo aver saputo che era indagato dalla Procura della Repubblica. Sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro», ha detto invece il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ricordando che «l’Italia è un paese amico di Israele che ha sempre difeso la libertà, la democrazia, è protagonista della pace e respingiamo al mittente qualsiasi offesa, qualsiasi tentativo di denigrare, ma le parole pronunciate da Ben Gvir dimostrano qual è il livello politico e morale di questo signore».