Oltre 10 milioni di aderenti, ma adesione ancora bassa nel pubblico impiego
In attesa delle novità che entreranno in vigore a luglio, è tempo di consuntivi per la previdenza complementare. Nelle ultime ore, sono stati anticipati alcuni contenuti della relazione annuale della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi di previdenza complementare. Il quadro che emerge è quello di un forte consolidamento del sistema che oggi raccoglie risorse per quasi 400 miliardi di euro, considerando anche le casse professionali. Dal solo trattamento di fine rapporto, sono arrivati, nel corso del 2025, ben 9,6 miliardi di euro. Al 31 dicembre scorso, le forme pensionistiche complementari autorizzate e operanti nel nostro Paese erano 273, mentre, sul versante degli iscritti, per la prima volta, si è superata la soglia psicologica dei 10 milioni, grazie ad una crescita su base annua del 5%. Il tasso di partecipazione della forza lavoro è vicino al 40%; era inferiore al 34% soltanto cinque anni fa. Anche in questo caso, si tratta di un elemento positivo, ma resta la difficoltà ad intercettare la maggioranza dei lavoratori, soprattutto autonomi e del pubblico impiego. Nel complesso, le nuove iscrizioni sono state circa 757mila, in larga parte giovani con meno di 35 anni. Nel relazione sono approfondite diverse tematiche, compresa quella del rafforzamento di tutta la parte relativa alla sanità integrativa, un aspetto che era stato oggetto anche di una audizione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.