di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Gli ultimi dati sull’occupazione diffusi da Eurostat, di cui ha parlato oggi il Messaggero, fotografano un’Italia in netto miglioramento sul fronte del lavoro e meriterebbero maggiore attenzione nel dibattito pubblico. Secondo le rilevazioni, infatti, tra le grandi economie dell’Unione, il nostro Paese è stato quello che ha registrato il più consistente calo della disoccupazione nell’ultimo anno: dal 6,1% al 5,1%. Ancora più significativo è il confronto con molte nazioni tradizionalmente considerate modelli di riferimento: oggi l’Italia presenta un tasso di disoccupazione inferiore alla media Ue, del 6%, e migliore rispetto a quello di Francia, Spagna, Finlandia, Svezia, Danimarca e Austria, mentre il divario con la Germania è poco più di un punto percentuale. Particolarmente incoraggianti, poi, i dati sui giovani, segmento critico del nostro mondo del lavoro. Anche in questo caso, la disoccupazione fra gli under 25 è diminuita in modo sensibile, arrivando al 16,9%, con una riduzione che rappresenta la migliore performance registrata nell’Ue. Numeri che testimoniano una dinamica positiva, nonostante, certamente, persistano nel mondo del lavoro italiano delle criticità che richiedono di intervenire, per rafforzare il potere d’acquisto dei salari, sostenere la produttività, favorire la contrattazione, contrastare il precariato, investire nella formazione e continuare a migliorare gli standard di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Sfide fondamentali che non possono essere ignorate, ma, proprio perché restano molte questioni aperte, diventa ancora più importante riconoscere i risultati raggiunti. E i dati, oggi, dicono che l’Italia sta risalendo posizioni nelle classifiche europee, nonostante uno scenario internazionale estremamente complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche, conflitti, rallentamento della crescita e incertezze sui mercati energetici. A confermare questa tendenza arrivano anche le valutazioni della Commissione Europea sul quadro economico e finanziario italiano. Bruxelles ha riconosciuto che il nostro Paese sta rispettando il percorso concordato di contenimento della spesa pubblica e ha accolto alcune proposte avanzate dal Governo in materia di flessibilità per gli investimenti energetici e strategici. Si tratta di un riconoscimento importante che certifica la credibilità acquisita dall’Italia nei confronti delle istituzioni europee e dei partner internazionali. C’è ancora molto da fare per migliorare il nostro Paese e le condizioni di vita dei suoi cittadini. Ma sarebbe un errore, dettato più da pregiudizi ideologici che dall’analisi dei fatti, minimizzare segnali positivi. Quando l’occupazione cresce, la disoccupazione diminuisce e l’Europa riconosce i passi avanti compiuti sul piano dei conti pubblici, è doveroso prenderne atto, per capire quali misure funzionano e quali no, continuare il percorso quando si va per strada giusta e cambiare direzione dove c’è da aggiustare la rotta, per consolidare i progressi fatti e guardare al futuro con maggiore consapevolezza.