Israele accusa: «Colpi sparati da Hezbollah»
Il conflitto in Medio Oriente, stretto tra i due principali teatri di guerra in Iran e nel sud del Libano, è oggi aggravato dall’uccisione di un casco blu – un militare di nazionalità serba – della missione Onu, Unifil. Un portavoce dell’Idf, ripreso dai media internazionali, ha affermato che «l’organizzazione terroristica Hezbollah ha sparato colpi di mortaio che hanno colpito un avamposto dell’Unifil, uccidendo un membro delle Nazioni Unite nel sud del Libano e ferendone altri due». Una situazione che ha registrato la condanna della comunità internazionale e che arriva dopo che le delegazioni di Israele e Libano hanno concordato un nuovo cessate il fuoco al termine del secondo round di negoziati ospitato negli Usa dal dipartimento di Stato. Hezbollah, ha però riferito SkyNews Uk tra gli altri, avrebbe rifiutato i contenuti delle trattative, nonostante le pressioni del presidente libanese Joseph Aoun, secondo il quale l’intesa tra le parti delle scorse ore (è comunque previsto un nuovo incontro nelle prossime settimane con l’obiettivo di ottenere a un accordo più ampio) rappresenterebbe «l’ultima possibilità per raggiungere un cessate il fuoco globale e definitivo» con Israele. Aoun, citato anche lui dai media internazionali, ha poi sottolineato che il cessate il fuoco tra Libano e Israele «potrebbe essere attuato entro 24 ore dalla sua approvazione definitiva, dal momento in cui tutte le parti si accordano».